Tra le tante definizioni usate da Ettore Guatelli per descrivere la sua raccolta, ricorreva spesso quella di “museo dell’ovvio” o “museo del quotidiano”. Gli oggetti che recuperava ed esponeva non erano pezzi rari o preziosi come quelli dei musei tradizionali, ma cose d’uso comune che ancora oggi conservano l’impronta di chi le ha usate quotidianamente.
Il racconto di chi aveva posseduto gli oggetti, custodendo storie personali e familiari.
Le testimonianze legate agli oggetti, che ne rivelano l'uso e il contesto originario.
Antichi saperi e modi di vivere, tramandati di generazione in generazione.
La trasmissione orale, cuore pulsante del metodo di Guatelli per conservare la cultura immateriale.