Negli anni successivi, tra malattia e incontri significativi, matura un forte interesse per le storie delle persone e degli oggetti. A partire dagli anni Cinquanta inizia a raccogliere utensili e materiali della vita quotidiana, salvandoli dalla dispersione e arrivando nel tempo a una collezione di oltre 60.000 pezzi.
Accanto al lavoro di insegnante e all’impegno pubblico, trasforma la sua casa in un luogo di incontro e, dagli anni Settanta, in un museo unico, dove gli oggetti raccontano la vita e il lavoro delle persone. Fino alla fine continua a lavorare al Museo, che negli anni Novanta ottiene un riconoscimento sempre più ampio.