Identità e storia

Museo Ettore Guatelli

Un museo di oggetti umili

Ettore Guatelli ha dato forma a un museo unico, costruito a partire da oggetti umili e usati, restituendo loro dignità estetica e valore antropologico. Nelle stanze della casa in cui ha vissuto ha raccolto oltre 60.000 oggetti: attrezzi da lavoro, utensili domestici, giochi, contenitori, scarpe, orologi, valigie e mille altri frammenti di vita quotidiana. Non sono pezzi rari o preziosi nel senso tradizionale, ma testimonianze silenziose di mani, gesti e mestieri che hanno abitato il mondo popolare.

Composizioni visive poetiche

L’esposizione non segue i criteri canonici dei musei, non ordina per epoche o tipologie, non ricostruisce ambienti “come erano una volta”. Qui gli oggetti vengono accostati, ripetuti, moltiplicati per formare composizioni visive poetiche e potentissime. Pareti intere si trasformano in trame geometriche di zappe, cucchiai, scarpe, scatole; l’accumulo non è disordine, ma una scrittura, un modo di “mettere bene” le cose perché possano raccontare.

"Qui non c'è disordine, ma un'arte di mettere bene le cose perché possano raccontare."

La Missione

Il Museo Ettore Guatelli è un luogo aperto e in evoluzione, che accoglie pubblici diversi e
promuove esperienze di conoscenza e partecipazione.
Custodisce e valorizza l’opera di Ettore Guatelli, mettendola in dialogo con il presente attraverso ricerca, progettualità e nuovi linguaggi.
Al centro della sua missione restano la relazione tra memoria e contemporaneità, l’attenzione ai temi del nostro tempo e la “didattica delle cose”, intesa come pratica attiva di apprendimento e relazione con il patrimonio.
Consulta e scarica il documento completo della missione del Museo Ettore Guatelli.

Galleria

In questo museo gli oggetti comuni diventano simboli di memoria e dignità. Ogni serie, ogni fila, ogni gruppo attira lo sguardo e invita a interrogarsi su chi li ha usati, su come si viveva, su quali gesti ripeteva ogni giorno chi apparteneva ai ceti popolari. Stanza dopo stanza, il visitatore non attraversa semplicemente una collezione, ma entra in un racconto continuo sulle vite ordinarie: un grande affresco di memoria quotidiana, fatto di cose piccole che, qui, diventano straordinariamente importanti.

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