
Venerdì 26 giugno il Museo Guatelli ha ospitato una significativa giornata di studio e formazione promossa da SIMBDEA – Società Italiana per la Museografia e i Beni DemoEtnoAntropologici, dedicata al ruolo che l’esperienza di Ettore Guatelli continua a rivestire nel panorama della museografia contemporanea.
L’iniziativa, intitolata Il Museo Guatelli nei 105 anni di Ettore, ha portato al Museo studiosi, ricercatori, professionisti del patrimonio culturale e rappresentanti di importanti istituzioni nazionali, confermando il valore scientifico e culturale di un’esperienza museale che continua a essere oggetto di studio e confronto a livello nazionale.
La giornata è nata dalla volontà di SIMBDEA di rafforzare il dialogo con il Museo Guatelli e di sottolinearne il ruolo centrale nella storia del patrimonio demoetnoantropologico italiano. Un riconoscimento importante che testimonia come la visione di Ettore Guatelli continui ancora oggi a offrire spunti e prospettive per interpretare il rapporto tra oggetti, memoria, comunità e patrimonio culturale.

Organizzata in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), la Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna, l’Università di Parma e le Scuole di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici dell’Università degli Studi di Perugia e della Sapienza Università di Roma, l’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di formazione e confronto per studiosi e operatori del settore.
La mattinata si è aperta con una riflessione dedicata alla storia del Museo e alla figura di Ettore Guatelli, affidata a Pietro Clemente, Presidente Onorario di SIMBDEA e tra i più autorevoli studiosi che negli anni hanno contribuito a interpretare e valorizzare il significato culturale dell’opera di Guatelli. Successivamente i partecipanti hanno potuto visitare il Museo e la casa di Ettore, approfondendo direttamente il contesto che ha dato origine a una delle esperienze museografiche più originali e riconoscibili del panorama italiano.
Nel pomeriggio il workshop “Cosa dice ancora il Museo Guatelli per una nuova museografia?” ha animato un intenso confronto tra docenti universitari, ricercatori e professionisti provenienti da diverse realtà italiane. Gli interventi hanno affrontato temi legati al patrimonio immateriale, alla partecipazione delle comunità, alle pratiche di valorizzazione del patrimonio culturale e alle nuove prospettive della museografia contemporanea, assumendo il Museo Guatelli come caso di studio di straordinaria attualità.
Particolarmente significativo è stato il dibattito conclusivo, che ha evidenziato come il Museo Guatelli continui a rappresentare un punto di riferimento per chi si occupa di musei, patrimonio e cultura materiale. A emergere è stata soprattutto la capacità del progetto di Ettore Guatelli di parlare al presente, offrendo strumenti di riflessione sui temi della sostenibilità culturale, della partecipazione e della costruzione di nuove relazioni tra persone e patrimoni.

Per la Fondazione Museo Ettore Guatelli, l’incontro ha rappresentato non soltanto un’importante occasione di confronto scientifico, ma anche la conferma del ruolo che il Museo può continuare a svolgere come luogo di ricerca, formazione e innovazione culturale. In una fase di rinnovamento dell’istituzione, il dialogo con il mondo accademico e con le principali realtà che operano nel settore del patrimonio demoetnoantropologico costituisce infatti un elemento fondamentale per proseguire il percorso di valorizzazione dell’eredità di Ettore Guatelli.
La partecipazione di studiosi e istituzioni provenienti da tutta Italia ha infine restituito un’immagine chiara e incoraggiante: a 105 anni dalla nascita del suo fondatore, il Museo Guatelli continua a essere un luogo capace di generare domande, produrre conoscenza e ispirare nuove visioni sul ruolo dei musei nella società contemporanea.
